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Sonetto 365: I’ vo piangendo i miei passati tempi

I’ vo piangendo i miei passati tempi
i quai posi in amar cosa mortale,
senza levarmi a volo, abbiend’io l’ale,
per dar forse di me non bassi exempi.
 
Tu che vedi i miei mali indegni et empi,
Re del cielo invisibile immortale,
soccorri a l’alma disvïata et frale,
e ’l suo defecto di tua gratia adempi:
 
sí che, s’io vissi in guerra et in tempesta,
10mora in pace et in porto; et se la stanza
fu vana, almen sia la partita honesta.
 
A quel poco di viver che m’avanza
et al morir, degni esser Tua man presta:
Tu sai ben che ’n altrui non ò speranza.
 

Parafrasi

 
Io piango il mio passato
speso ad amare  una donna,
senza elevarmi, come sarei stato in grado di fare,
per dare  prova più alta di me.
 
Tu che vedi i miei peccati indegni ed empi,
Re del cielo invisibile e immortale,
vieni in aiuto della mia anima persa e fragile,
e riempi della tua grazia  la mia mancanza .
 
così che se io vissi con affanno e angoscia
muoia in pace e se la mia vita
è trascorsa invano, almeno la mia morte sia  buona.
 
Degnati di venire in  mio aiuto nel poco tempo che mi rimane da vivere
e nel momento della morte,
Tu sai bene che non ho speranza  in nessun altro.
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