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S’i’ avessi creduto al primo sguardo

S’i’ avessi creduto al primo sguardo
di quest’alma fenice al caldo sole
rinnovarmi per foco, come suole
nell’ultima vecchiezza, ond’io tutt’ardo,
 qual più veloce cervio o lince o pardo
segue ’l suo bene e fugge quel che dole,
agli atti, al riso, all’oneste parole
sarie cors’anzi, ond’or son presto e tardo.
 Ma perché più dolermi, po’ ch’i’ veggio
negli occhi di quest’angel lieto e solo
mie pace, mie riposo e mie salute?
 Forse che prima sarie stato il peggio
vederlo, udirlo, s’or di pari a volo
seco m’impenna a seguir suo virtute.

#ScrittoriItaliani (XVI Rime secolo)

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