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Come non puoi non esser cosa bella

Come non puoi non esser cosa bella,
esser non puoi che pietosa non sia;
sendo po’ tutta mia,
non puo’ poter non mi distrugga e stempre.
Così durando sempre
mie pietà pari a tua beltà qui molto,
la fin del tuo bel volto
in un tempo con ella
fie del mie ardente core.
Ma poi che ’l spirto sciolto
ritorna alla suo stella,
a fruir quel signore
ch’e’ corpi a chiunche muore
eterni rende o per quiete o per lutto;
priego ’l mie, benché brutto,
com’è qui teco, il voglia in paradiso:
c’un cor pietoso val quant’un bel viso.

#ScrittoriItaliani (XVI Rime secolo)

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