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Non mi posso tener né voglio, Amore

Non mi posso tener né voglio, Amore,
crescendo al tuo furore,
ch’i’ nol te dica e giuri:
quante più inaspri e ’nduri,
a più virtù l’alma consigli e sproni;
e se talor perdoni
a la mie morte, agli angosciosi pianti,
com’a colui che muore,
dentro mi sento il core
mancar, mancando i mie tormenti tanti.
Occhi lucenti e santi,
mie poca grazia m’è ben dolce e cara,
c’assai acquista chi perdendo impara.

#ScrittoriItaliani (XVI Rime secolo)

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