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Donn’, a me vecchio e grave

Donn’, a me vecchio e grave,
ov’io torno e rientro
e come a peso il centro,
che fuor di quel riposo alcun non have,
il ciel porge le chiave.
Amor le volge e gira
e apre a’ iusti il petto di costei;
le voglie inique e prave
mi vieta, e là mi tira,
già stanco e vil, fra ’ rari e semidei.
Grazie vengon da lei
strane e dolce e d’un certo valore,
che per sé vive chiunche per le’ muore.

#ScrittoriItaliani (XVI Rime secolo)

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