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La ragion meco si lamenta e dole

La ragion meco si lamenta e dole,
parte ch’i’ spero amando esser felice;
con forti esempli e con vere parole
la mie vergogna mi rammenta e dice:
—Che ne riportera’ dal vivo sole
altro che morte? e non come fenice. -
Ma poco giova, ché chi cader vuole,
non basta l’altru’ man pront’ e vittrice.
 I’ conosco e’ mie danni, e ’l vero intendo;
dall’altra banda albergo un altro core,
che più m’uccide dove più m’arrendo.
 In mezzo di duo mort’ è ’l mie signore:
questa non voglio e questa non comprendo:
così sospeso, el corpo e l’alma muore.

#ScrittoriItaliani (XVI Rime secolo)

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