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Nel dolce d’una immensa cortesia

Nel dolce d’una immensa cortesia,
dell’onor, della vita alcuna offesa
s’asconde e cela spesso, e tanto pesa
che fa men cara la salute mia.
 Chi gli omer’ altru’ ’mpenna e po’ tra via
a lungo andar la rete occulta ha tesa,
l’ardente carità d’amore accesa
là più l’ammorza ov’arder più desia.
 Però, Luigi mio, tenete chiara
la prima grazia, ond’io la vita porto,
che non si turbi per tempesta o vento.
 L’isdegno ogni mercé vincere impara,
e s’i’ son ben del vero amico accorto,
mille piacer non vaglion un tormento.

#ScrittoriItaliani (XVI Rime secolo)

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